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La Borsa Freitag

E’ riciclata, odora di autostrade, piace a tutti. E’ la borsa Freitag.
Immaginatevi al tavolino di un autogrill, uno di quelli affacciati sulle grandi vetrate che guardano verso le corsie dell’autostrada. Il trancio di pizza nella pancia e la bibita ghiacciata in mano. Oltre le vetrate sfrecciano i Tir: teloni scuri, teloni colorati, loghi e scritte. Frustati dall’aria della velocità autostradale.

Erano due grafici svizzeri quelli seduti in autogrill e il passo dalla contemplazione all’azione è stato brevissimo. Perché non ritagliare quel materiale plastico e ricavarne delle borse?
 

DOVE E QUANDO - Siamo a Zurigo, nel 1993, quando i fratelli Daniel e Markus Freitag producono le prime 40 borse. Un anno dopo il numero è già quintuplicato.

In quel periodo era molto vivace la discussione circa la morìa dei boschi, il riciclaggio e l’inquinamento ambientale. Non era certo una borsa fabbricata con teloni dismessi dei camion che avrebbe salvato il mondo ma senz’altro i due imprenditori beneficiarono di quel clima.

Il soggiorno della loro abitazione divenne la sartoria per i primi modelli, che diedero un letterale scossone al mondo delle borse. I due fratelli erano gli unici dipendenti. Oggi ne hanno 64. Hanno disegnato 50 modelli, prodotti in serie e commercializzati in oltre 350 paesi.
 

COM’E’ FATTA UNA BORSA FREITAG - Il corpo principale è ricavato dai ritagli dei teli “copri Tir”. Il materiale non subisce alcun trattamento particolare. Ogni borsa è quindi unica. Quel ritaglio è inimitabile così come i segni dell’usura, le strisciate nere, le piccole sgualciture. Insomma, quella plastica prima di avvolgere i vostri libri o affetti personali ha davvero traversato viadotti e gallerie di chissà quali paesi.

La tracolla è invece ricavata da vecchie cinture di sicurezza e nell’assemblaggio del prodotto sono utilizzati anche airbag e camere d’aria.
 

LA FILOSOFIA - La scelta di questi materiali di recupero ha anche una forte presenza olfattiva. Un intenso odore di gomma. Ma non temete, la soluzione è all’interno della borsa: la piccola guida alla “filosofia freitag” offre il rimedio per far sparire il sentore di gomma. Quale? Una passeggiata al parco!

Ecologia? Marketing? Moda? Riciclo intelligente? Chi lo sa... Certo è che se vi guardate un po’ intorno, vi accorgerete che i Tir che rivivono in forma di borsa sono molto più numerosi di quel che pensate…

 

Edoardo Rosso


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