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Couch Surfing
Hai finalmente trovato on line
un volo scontatissimo per la città dei tuoi sogni, nessun esame in vista, il
ricordo della tua ultima sbronza comincia a perdersi nei meandri della memoria a
lungo termine, la voglia irrefrenabile di toccare la quotidianità di una vita
lontana comincia a prudere fastidiosa sulle punte delle dita, ma... c’è sempre
un ma, ed è sempre lo stesso: il Budget limitato.
Quest’amara conclusione, nel lontano 1999, deve aver fatto scattare la molla
nella testa di Casey Fenton, un giovane studente d’oltreoceano inventore di
Couch Surfing, letteralmente “surf tra i divani”.
L’idea nasce in occasione di un viaggio in Islanda: stanco di girare per Ostelli
e Bed and Breakfast invia 1500 mail a studenti islandesi chiedendo ospitalità e
un divano su cui dormire.
Oggi www.couchsurfing.com conta più di un milione di utenti. Permette di mettere
in contatto persone con diverse esigenze da ogni parte del mondo. Da una parte
c’è chi mette a disposizione una stanza, il divano di casa o anche solo un
angolo di giardino in cui poter piantare la tenda. Dall’altra invece chi parte
per nuovi paesi e cerca un posto in cui poter sostare per qualche giorno. È
un’esperienza che offre la possibilità di viaggiare a costi molto bassi e di
conoscere gente in tutto il mondo.
Essendo un programma nato per il libero scambio di ospitalità, non è previsto
alcun corrispettivo di tipo monetario, ma non è raro che l’ospite si presenti
con qualche prodotto tipico del suo paese o un piccolo dono per il suo generoso
anfitrione.
Si tratta di un vero e proprio social network: ogni utente ha un profilo in cui
descrive i interessi, passioni e idee, insieme, ovviamente, all’indicazione dei
tempi e delle condizioni alle quali è disposto ad ospitare altri intrepidi
viaggiatori; non è comunque necessario offrire la propria ospitalità per
diventare couchsurfer.
Come ogni social network che si rispetti sono gli stessi utenti a costruire
quella rete di protezione che andrà poi a tutelare ospitanti e viaggiatori da
sgradevoli sorprese, soprattutto grazie a commenti e referenze lasciate dai
couchsurfer alla fine delle loro esperienze. Un atteggiamento poco disponibile,
la maleducazione o la scarsa igiene potrebbe costarvi un cattivo feedback, e
difficilmente altri vi apriranno la porta di casa. Lo stesso motivo potrebbe
rendere difficile all’inizio, quando ancora i commenti positivi scarseggiano,
convincere altri a metterevi a disposizione il proprio divano. L’ideale sarebbe
riuscire a trovare da subito la referenza di un Voucher - sono chiamati così i
veterani di Couch Surfing - che testimoni la vostra affidabilità.
Couch Surfing non è solo viaggiare a basso costo, “è una vera e propria
filosofia”, scopo della community, affermano i creatori è: “creare connessioni
in tutto il mondo. Rendere il mondo un luogo migliore, aprendo le case, i cuori
e le nostre vite - e assicurano - abbiamo aperto le nostre menti e accogliamo
favorevolmente la conoscenza resa possibile dallo scambio culturale. Creiamo
profonde e significative connessioni che attraversano gli oceani, i continenti e
le culture. Couch Surfing vuole cambiare non solo il nostro modo di viaggiare,
ma il modo di rapportarsi al mondo”.
Cambiare il mondo cavalcando un divano, una prospettiva affascinante quanto
onirica, tu cosa ne pensi? Sei pronto a surfare per i divani di tutto il mondo?
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