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Città per stomaci forti
Il 1 ottobre la Cina festeggia la propria festa nazionale, che tradotto per noi
stranieri significa "A casa dall'ufficio per 3 giorni".
Quest'anno la botta di .. fortuna e' che la festivita di Mezz'Autunno, calcolata
in base al calendario lunare, viene a coincidere quasi con la festa della
repubblica. Tradotto ancora una volta, una settimana a casa dal lavoro.
Ne approfitto quindi per farmi venire a trovare da alcuni miei amici,
promettendo loro che avro tutto il tempo per mostrar loro le meraviglie di
Shanghai.
Di Shanghai e' nota soprattutto l'ipermodernità, i grattacieli avvenieristici,
le strade sopraelevate in mezzo alla città. Ma Shanghai ha ancora un lato ...
come dire, molto meno moderno: vecchie case, vie strette e sporchissime, veri e
propri bassi (bassissimi) fondi in pieno centro.
Manco a dirlo, e' questo il lato che mi piace di piu, e allora io scelgo di
vivere in una vecchia via, in una vecchia casa della concessione francese che
certamente non e' un cesso di posto, ma nemmeno una residenza 5 stelle per
espatriati.
I miei amici dicono di voler
addentrarsi nella "vera" Shanghai, io li prendo in parola...forse troppo!
Quando arrivano i miei amici e li porto a casa mia, l'esordio e' di quelli col
botto.
"Nicola, vedo che hai un'officina sotto casa", dice una mia amica mentre
passiamo dal retro del palazzo.
"Non e' un'officina. E' la cucina di un ristorante cinese" dico io, ridendo come
un pazzo. La mia amica non ci crede: in effetti, da dietro una finestra aperta,
si intravede una stanza lercia, con superfici grondanti di olio nero e un cumulo
di oggetti metallici (pentole, mestoli, coltelli) sporchissimi e lerci.
Un bidone della monnezza troneggia li a pochi metri, e un topone ci attraversa
la strada.
"Vedi? e' un ristorante. Mai visto topi in un'officina?" faccio io, soddisfatto
e sadico.
Il giorno dopo li porto al
mercato dei sarti nella citta vecchia.
Attraversiamo un mercato all'aperto: verdure appoggiate per terra, pesci
eviscerati (ancora vivi) e viscere raccolte in un secchio ricoperto di mosche,
un "dentista" in piedi in mezzo alla strada sta cavando un dente a un vecchio
seduto su una sedia di legno... chissa con quanti pazienti avra usato lo stesso
ferro....
Molta curiosità e qualche fitta allo stomaco, ma in generale il feeling esotico
di quel posto prevale negli animi dei miei amici, che restano entusiasti della
scoperta della vecchia Shanghai, un posto destinato a scomparire in non troppi
anni.
Certo, ho preferito non calcare la mano e ho scelto di non raccontare loro di
quella volta che, uscito dal ristorante e accortomi di aver dimenticato il
cellulare, dopo mezz'ora sono ri-entrato nel ristorante che nel frattempo aveva
chiuso, sono ritornato al tavolo dove avevo mangiato poc'anzi e l'ho trovato
pieno di topazzi che finivano i resti del mio piatto... quella scena aveva dato
molto, molto fastidio anche a me.
E queste cose, a differenza della vecchia Shanghai, temo che non scompariranno
per un bel pezzo...
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