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Erasmus Placement
Bruxelles, ma belle.... Un Erasmus ancora sconosciuto.
Prima di partire:
La prima volta che ho sentito parlare del programma “Erasmus placement” è stato
un anno fa. Solita trafila, sentivo dire da chi c’era già stato: ufficio
mobilità internazionale, training agreement, trovarsi l’azienda ospitante e così
via…
Il programma Erasmus placement è figlio del ben più famoso Erasmus. Tramite
questo bando, in uscita una volta l’anno, si può ottenere una cospicua borsa di
studio: 600 euro mensili, più eventuali benefit aziendali (alloggio, trasporto
gratuito, ecc.) e la possibilità di lavorare in un istituto, azienda, ONG estera
per un periodo minimo di 3 mesi.
Le regole di ingaggio sono leggermente differenti:
conoscenza dell’Inglese, Spagnolo, Francese o Tedesco ad un livello minimo B2 (advanced),
che permetta di lavorare nell’azienda ospitante, un “Training agreement” firmato
dal Rettore e dal responsabile dell’istituto che ti prende in carico, un
contratto di lavoro stipulato tra te e l’azienda.
Anche in questo bando viene stilata una classifica che oltre a tener conto della
media e della percentuale di esami completati, si basa anche sul livello di
conoscenza linguistica e su un colloquio motivazionale.
Si parte:
Vi consiglieranno di non partire se non avete fatto l’Erasmus classico prima, vi
diranno che è solo una perdita di tempo e che sarebbe meglio studiare per poi
fare uno stage pagato dopo la laurea… beh non credeteci!
L’Erasmus placement permette di conciliare i benefici di una sana vita Erasmus:
feste, viaggi, amicizie da tutto il mondo, con una travagliata vita da
neo-lavoratore: otto ore di lavoro giornaliero davanti ad un computer, a
colloquio col direttore, preparando resoconti per la riunione che hai fra
mezz’ora o pensando alla conferenza che devi organizzare per il giorno dopo.
Di sicuro è un’occasione che dovete sfruttare nel migliore dei modi. Dopo la
laurea la concorrenza per diventare stagisti è spietata, soprattutto qui a
Bruxelles, e allora cominciate fin dal giorno dopo l’assegnazione della borsa di
studio a inviare curriculum, a me ne son bastati 70 per trovare un posto!
L’Erasmus placement è il posto giusto per chi non ha paura di confrontarsi con i
propri coetanei europei. Nessuno in ufficio vi tratterà come un povero studente
Erasmus, che ha bisogno di un buon caffè prima di carburare la mattina per
riprendersi dalle ore piccole del giorno prima. I ritmi saranno frenetici, ma
dopo le prime due settimane di crisi isterica, tutto si sistemerà e sarete
pronti per una nuova entusiasmante giornata.
E poi se questi tre mesi non vi sono bastati, fate come me, partite l’anno
prossimo per un classico e noioso Erasmus!
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Lati positivi:
mettere in pratica le conoscenze acquisite nel corso dei primi anni di studio universitari, perfezionare la conoscenza di una lingua. Lati negativi: doversi trovare da soli un istituto/azienda che ti prenda in carico. |
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Lati positivi:
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Cono Giardullo
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